5.12.2008

Pensiero della settimana XXXIX

L’altra sera correvo da solo lungo le stradine alberate vicino casa.
È bello sentire il respiro mentre corri. Si genera una cadenza che si sincronizza spontaneamente all’andatura della falcata. Inspirare, espirare, un passo, un altro ancora.
Riesci a sentirti perfettamente.
Correre mi piace. C’è tutto il tempo di pensare con lentezza.
Inspirare, espirare… la fatica sale e sei accaldato.
Continui a pensare, ti astrai.
Anche i pensieri ritmano, all'unisono, col respiro e la falcata.
Sì, correre è ritmo.
Anche pensare è ritmo. Un ritmo che produce sudore, e anche idee…
L’altra sera, mentre correvo da solo lungo le stradine alberate vicino casa, pensavo musica.
La musica la penso da sempre. Si crea da sola nella mia testa.
Forse è un dono, non so, dico sempre che dovrei approfondire.
È una cosa, però, che mi consente di stare al piano, o alla chitarra, con grande libertà, buttando all’aria gli spartiti, e fregandomene dei pentagrammi altrui.
Io la mia musica ce l’ho già. E forse non sarà un gran ché, ma la volete sapere una cosa?
Chi se ne importa, è mia, e me la suono sempre con grande godimento.
Talvolta poi capita come l’altra sera, mentre correvo da solo lungo le stradine alberate vicino casa, e pensavo musica… ispirare, espirare, un passo un altro ancora... una nota, ancora un’altra.
Così torno a casa, mi siedo al piano, chiudo gli occhi, poggio le dita.
Ascolto.
Poi…
inspirare, espirare, una nota, ancora un’altra e un'altra ancora…
La musica?
Per favore, non chiamatela semplicemente hobby!
Saluti D

5.05.2008

Pensiero della settimana XXXVIII

Questo post si è spostato QUI
Saluti D

4.29.2008

Siamo tutti produttori di Scorie

Apprendo, di recente, che a questo INDIRIZZO ci si occupa di raccogliere le segnalazioni riguardanti tutto il peggio che si incontra sulla rete.
Leggendo in giro, ho scoperto che qualcuno l’ha presa male; altri probabilmente si saranno fatti delle gran risate.
Io, per esempio.
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C’è da ammettere, infatti, che scorrendo l’archivio delle segnalazioni se ne leggono oggettivamente delle belle.
E poi, secondo me, “prendersela” è veramente l’atteggiamento meno indicato.
Forse perché, non essendo io uno scrittore che tenta “la scalata”, riesco a vedere tutto dalla giusta distanza. Forse perché non sono uno che ama prendersi troppo sul serio (o che ama chi si prende troppo sul serio). O forse, più probabilmente, perché parto da un presupposto innegabile: tutti, indistintamente, di tanto in tanto produciamo scorie.
La produzione di scorie è un fatto fisiologico.
Ad esempio, passeggiando tra i post di questo stesso blog, tra frasi melense, concetti ridondanti, retorica posticcia e quant’altro, di scorie se ne trovano a bizzeffe, e io stesso, rileggendomi a distanza, spesso e volentieri me la rido di gusto.
Ridere, appunto!
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Ricordo che ai tempi del liceo c’era un compagno di classe che si preoccupava di raccogliere tutte le castronerie prodotte da studenti e professori durante le ore di lezione. Strafalcioni e castronerie che immancabilmente venivano lette alle cene di fine anno, scatenando serate esilaranti.
Che io ricordi, nessuno si è mai sentito offeso.
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Ad ogni modo, l’unica cosa che non ho ben capito, scorrendo le segnalazioni, sono stati un paio di riferimenti (francamente gratuiti) a Remo Bassini. Fortuna che Remo è persona intelligente e sa bene che, purtroppo, c’è ancora chi vive male il successo altrui. O almeno, questa è l’unica spiegazione che sono riuscito a darmi, perché Remo non sarà esente, come tutti, dalla produzione di scorie, ma non mi sembrava proprio quello il caso.
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Bene, a tutti, produttori di scorie e non, auguro un buon martedì di fine aprile, che qui a Roma è uggioso e molle, senza possibilità di guarigione.
Saluti D

4.28.2008

Pensiero della settimana XXXVII

Le decisioni sull’orlo di un precipizio sono sassi che si infilano nelle tasche.

In un salto nel vuoto di tanti anni fa, decisi che noi due saremmo sopravvissuti a noi stessi, esattamente lì dov'eravamo stati perfetti!

Mi ritrovai in caduta libera e con le tasche piene, la testa vuota e un’idea opprimente: l’Amore, quando è vero, sa anche abbandonare.
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Saluti D
Segnalazioni
In questo bel Post, ILARIA ci racconta una sua piccola avventura con una riflessione di fondo: "Le brave ragazze restano minorenni sempre?"
Ancora, vi propongo questo brano di PAULINA, che parla di tracce e residui che forse rappresentano l'essenza vera del "calcare" esistenziale.
E sempre per rimanere su certe atmosfere, le parole di ELLE

4.23.2008

Le segrete irrisolte

Si erano lasciati giurandosi "a mai più"; un appuntamento al nulla, che non avrebbero mai mancato di onorare.
Poi giunse la notte, si fece buio, e fu buio pesto.
Ore di notte protratte per un inverno intero, che pur di resistere, copriva di brina le primavere con ogni genere di menzogna.
Accadde così, che in assenza di luce, le coscienze dalla vista breve giurarono apici di libertà, che si manifestarono in testacoda non appena si fece l’alba.
Un risveglio obliquo, che aprì il tormento ancora prima di sollevare palpebre.
Chiusi, così, nelle segrete dell’irrisolutezza, cercarono entrambi tamponi al dilagante interno, che straripava ovunque, nella loro vita, sottotracce d’inconfessabile... tornare finalmente dispersi, tornare ancora l'uno nel naufragio dell’altro.

Non fateci caso… oggi m’è presa così!
Saluti D

4.21.2008

Pensiero della settimana XXXVI

Mai, dico MAI, dimenticare la crema solare quando si decide per una gita in barca!

(Il sottoscritto, con la faccia, ma soprattutto il naso, gamberizzati dopo la domenica marinara! L'aspetto ridicolo è evidente, il dolore, invece, ve lo lascio solo immaginare... ;-)

Saluti D